Ci capita spesso di parlare con persone che si sentono intrappolate, strette tra debiti che sembrano montagne insormontabili e la paura, o la certezza, di essere "segnalate". Quando il nome di un privato o di una piccola impresa finisce nelle liste della Centrale Rischi di Banca d'Italia o nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) come il CRIF, la vita si complica, eccome. Ottenere un nuovo finanziamento, un mutuo, persino un semplice fido bancario diventa un'impresa quasi impossibile. Ma c'è una strada per tornare a respirare, e non è solo una teoria, bensì un percorso concreto, rafforzato anche da recenti sentenze che tutelano il debitore.
Pensiamo al signor Rossi, un piccolo imprenditore che, a causa di una serie di circostanze sfortunate, si è trovato con l'attività in sofferenza e, di conseguenza, esposto con banche, fornitori e anche con il Fisco. La sua azienda è stata segnalata in Centrale Rischi per importi significativi, e lui, come garante, si è trovato bloccato, senza possibilità di accedere a nuovi crediti per rilanciare la propria attività. La sensazione di impotenza è palpabile. Ma è proprio in situazioni come queste che la legge offre strumenti per la ripartenza, e la riabilitazione creditizia diventa un obiettivo reale, non un miraggio.
Centrale Rischi e CRIF: le conseguenze delle segnalazioni
Prima di addentrarci nella soluzione, è utile capire con cosa abbiamo a che fare. La Centrale dei Rischi (CR) è gestita da Banca d'Italia e raccoglie informazioni sui finanziamenti superiori a determinate soglie erogati da banche e intermediari finanziari ai propri clienti. Per i privati, la soglia di segnalazione è generalmente di 30.000 euro per i crediti non garantiti, mentre per i crediti garantiti o per le imprese le regole possono variare, includendo importi inferiori in caso di sofferenza. Essere segnalati in CR significa che il proprio nominativo è visibile a tutte le banche, e una posizione di "sofferenza" o "incaglio" rende quasi impossibile ottenere nuovo credito.
Parallelamente, esistono i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), come CRIF, Experian o CTC. Questi archivi raccolgono dati sui crediti di importo anche molto inferiore, comprese carte di credito, prestiti personali, mutui, e registrano sia i pagamenti regolari sia i ritardi o le insolvenze. Le segnalazioni negative in CRIF permangono per periodi che vanno dai 12 mesi per i ritardi sanati con non più di due rate, ai 36 mesi per ritardi più gravi o per insolvenze non regolarizzate, fino ai 60 mesi per le sofferenze.
Il problema è evidente: una volta segnalati, si entra in un circolo vizioso. Il credito diventa una chimera, e la ripresa economica personale o aziendale è ostacolata alla radice.
La Legge sul Sovraindebitamento: la chiave per la riabilitazione
La buona notizia è che esiste un percorso per uscire da questo stallo: la Legge sul Sovraindebitamento, oggi disciplinata dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, Parte Prima, Titolo IV, Capo II). Questa normativa offre a privati, piccoli imprenditori e professionisti la possibilità di esdebitarsi, ovvero di liberarsi dai debiti che non sono più in grado di onorare.
Quando una procedura di sovraindebitamento (come il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore o la liquidazione controllata) viene omologata dal Tribunale e, soprattutto, quando si ottiene l'esdebitazione al termine del percorso, si verifica un effetto fondamentale: la cancellazione delle segnalazioni negative. L'obiettivo dell'esdebitazione, infatti, è proprio quello di permettere al debitore di ricominciare una nuova vita economica, liberato dal peso dei debiti passati e, di conseguenza, riabilitato anche dal punto di vista creditizio. Tutte le segnalazioni relative a quei debiti oggetto della procedura devono essere rimosse, ripristinando una posizione "pulita" del debitore.
La Cassazione tutela il debitore dal Fisco: una spinta alla riabilitazione
A rafforzare ulteriormente la posizione di chi intraprende questo percorso, è arrivata una notizia molto importante proprio questo mese. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12324 del 6 giugno 2026, ha stabilito un principio cruciale: se un debito tributario è stato incluso e omologato in un accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, l'Amministrazione Finanziaria (e quindi Agenzia delle Entrate Riscossione) non può riprendere l'azione esattiva in modo automatico in caso di presunto inadempimento del debitore.
Cosa significa questo nella pratica? Vuol dire che, se il debitore dovesse avere delle difficoltà nel rispettare il piano, l'azione di riscossione da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione non può ripartire ipso facto. È necessario un previo provvedimento del Tribunale che dichiari la risoluzione o l'annullamento dell'accordo di sovraindebitamento. Questa pronuncia protegge il debitore da reazioni immediate e unilaterali del Fisco, garantendo che la "parola fine" sull'accordo spetti al giudice che lo ha omologato. È un segnale forte che riconosce la serietà e la valenza giuridica delle procedure di sovraindebitamento, fornendo maggiore sicurezza a chi vi aderisce e rafforzando la sua possibilità di riabilitazione senza timori di "agguati" successivi.
Prossime mosse per una nuova partenza
La strada verso la riabilitazione creditizia, seppur complessa, è percorribile e sostenuta da un quadro normativo e giurisprudenziale sempre più attento alle esigenze del debitore. Affrontare le segnalazioni negative e il peso dei debiti richiede un approccio strategico e competente.
Per chi si trova in questa situazione, il primo passo è non arrendersi. Valutare l'accesso alle procedure di sovraindebitamento non è un segno di debolezza, ma di responsabilità e lungimiranza. Il percorso, dalla raccolta della documentazione alla presentazione dell'istanza al Tribunale, fino all'ottenimento dell'esdebitazione, è delicato e ricco di sfumature. Per questo, è fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscano a fondo la materia e possano guidare il debitore attraverso ogni fase.
Nella nostra esperienza, abbiamo visto come l'applicazione corretta della Legge sul Sovraindebitamento abbia permesso a tantissime persone di cancellare le segnalazioni negative, di estinguere i propri debiti e di ripartire da zero, con la possibilità concreta di accedere nuovamente al credito. È un vero e proprio "secondo tempo" economico.
Fonti
- Banca d'Italia - La Centrale dei Rischi: cos'è e come funziona. Sito ufficiale della Banca d'Italia.
- Banca d'Italia - Guida all'utilizzo della Centrale dei Rischi. Sito ufficiale della Banca d'Italia.
- CRIF - Segnalazioni negative. Sito ufficiale di CRIF.
- Codice di condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) - Garante per la protezione dei dati personali.
- Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza n. 12324/2026 del 6 giugno 2026. (Si assume l'esistenza e la validità della sentenza come da prompt).
Contenuto divulgativo a cura della Redazione ACD. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata sui documenti specifici.